15 febbraio – la pulce e il piccione

Oggi è una giornata d’attesa.
La Pietro Novelli se ne sta ancorata al molo e sulla porta della biglietteria un foglio di carta con scritto partenza per Pantelleria ore 23, apertura sportelli ore 21. Sono le 12 e tutti i bagagli sono con me per le strade di Trapani.

Alla fine mi siedo sui gradini della capitaneria di porto. Leggo alcune pagine di un fumetto, mi alzo e faccio due passi, torno a sedermi…
Verso sera quando la luce cede all’oscurità e ricomincia a piovere esploro gli spazi dell’edificio e faccio strani incontri.

Una piccola scatola appoggiata su di una pietra dalle buffe sembianze.

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Un piccione che sta fermo in un angolo. Al mio avvicinarsi si nasconde per poi ricomparire quando torno lontano.

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Poi mi risiedo sui gradini di pietra, appoggio il capo allo zaino e mi assopisco…il dialogo che segue è forse frutto della mia immaginazione o di un tempo dove tutto ha avuto inizio.

Il piccione in cerca di cibo inizia a beccare la piccola scatola sulla pietra. La scatola cade e si apre e dal suo interno ne esce una pulce.

Pulce: Allora è proprio vero!
Piccione: Cosa è mai vero pulce? E    cosa facevi lì chiusa in quella scatola?
Pu: Cercavo me stessa.
Pi: E dimmi quanto c’hai messo per trovarti?
Pu: Non so ma di certo sono passati anni
Pi: E alla fine ti sei trovata?
Pu: Macche’, non ho trovato un bel niente.
Pi: Brava stupida. Hai sprecato tutti questi anni inutilmente.
Pu: Forse. Ma sai, una cosa l’ho trovata.
Pi: E dimmi povera pulce cosa hai trovato?
Pu: Ho trovato un’idea. L’idea che il nulla non esiste.
Pi: E come fai a dirlo se hai vissuto per degli anni dentro un nulla?
Pu: Sì, hai ragione ho vissuto dentro un nulla. Non vedevo, non sentivo, quando saltavo sbattevo alle pareti…
Pi: E come hai fatto a sopravvivere senza mangiare?
Pu: Beh quello è facile, col tempo impari a nutrirti delle tue stesse sostanze organiche.
Pi: Non mi dire!
Pu: Già. È solo questione di rilassamento concentrazione e volontà.
Pi: E come fai a dire che il nulla non esiste?
Pu: Perché tutto cambia forma, si trasfigura in modo perpetuo, ciò di cui sono fatta è tornato al mondo a cui apparteneva per nutrirmi un’altra volta.
Pi: Vuoi dire che essere autosufficienti in tutto significa l’inesistenza del nulla?
Pu: Può essere un’idea. Del resto in un nulla sono pur sopravvissuto.
Pi: Io ho un’idea diversa.
Pu: Sentiamo amico piccione.
Pi: Che se ti mangiassi la tua autosufficienza cesserebbe.
Pu: Io credo che diventerebbe la tua.
Pi: Facciamo una cosa. Ora ti rimetto nella scatola e sigillo l’apertura. Quando morirai non potrai più dire niente, nessuna parola, mai più storia.
Pu: D’accordo.

E così fecero.
Passarono anni e il piccione non riuscì mai a dimenticare la storia della pulce tanto che la raccontò a tutti i figli e cugini e amici che incontrava in viaggio. Forse la pulce morì un giorno ma lè sue parole e la sua vita restarono vive laddove vivevano piccioni…

Fortunatamente il delirio è fermato dai rumori della nave che sta attraccando…sono le 6 e siamo a Pantelleria.

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4 pensieri riguardo “15 febbraio – la pulce e il piccione”

  1. Hey Davide .. Che posti che ci sono in Sicilia eh? Conosco questa magica isola. Come te qualche anno fa sono andata in cerca di specialità vinicole e ho fatto una parte di vendemmia tardiva.. Esperienza magica e gente unica! .. Buona scrittura e buon viaggio!

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