22 febbraio – semplici squilibri

E c’era il tardo pomeriggio lassù quando le cose sembravano immobili, tanto immobili che le guardavi e rimanevi a pensare al loro semplice stato. Ti eri alzato che era ancora notte, infilato come un automa la tuta blu e gli stivali di gomma verdi e seguito quel cammino che stava già diventando abitudine. Avevi munto le vacche, pulito la stalla, prestato la forza del corpo ad altri piccoli lavori, preparato il pranzo, dormito una mezz’ora e ricominciato, al risveglio pomeridiano, tutto da capo.

Ora sei lì, seduto di fronte alla montagna. Rimane soltanto da preparare la cena. Le vacche stanno tornando dal pascolo nei colori sottili del crepuscolo. Non ci sono quasi rumori, qualche grido di marmotta, è il momento in cui anche il vento si fa piccolo.
Allora la guardi questa immensità di semplicità, questa natura che basta a se stessa. Lo respiri il respiro del semplice ripetersi delle cose, il giorno che trascorre senza bisogno di nulla.
Ti metti in modo che non ci siano distanze tra te e quello che vedi, una partecipazione confusa in cui se ne vanno le velleità di dominio e di ragione, se ne va la preoccupazione se ne va l’orgoglio se ne va l’uomo.

Due cose provavo in quel momento.
Una profonda serenità interiore in grado di allontanare qualsiasi stanchezza fisica e psichica.
E un’inquietudine improvvisa che mi metteva le vertigini.
Mi guardavo in mezzo a quella perfezione con la consapevolezza che mai avrei raggiunto un simile equilibrio.
Ma era giusto desiderare quell’equilibrio?

Ma forse stavo guardando più di quello che c’era veramente.
Dimenticavo i piccoli squilibri che fanno muovere e vivere e far crescere una vipera. Mi ero messo troppo in là.

Come la natura forse abbiamo tutto in noi stessi e come la natura possiamo trascorrere semplici ed essenziali e accomodarci in ciò che ha deciso un giorno di accoglierci.

E i campanacci delle vacche di ritorno dal pascolo…

E il sole passato dietro la montagna…

E la montagna salita a nascondere il sole…

Ed io che mi alzo in un nuovo equilibrio…

E le piante di Magliocco aprono le braccia…si distendono una diversa dall’altra…

image

Alessandro sparge la cenere del camino sul campo dove cresce l’aglio…

image

Luigi apre le arnie delle sue api accanto ad un gelso che piano piano sta rimettendosi in forma…

image

Io attendo il prossimo risveglio.
La prossima partenza.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...