1 marzo – Aspettando Cristiano un giorno di Gioia

Sì sente anche qui il peso della domenica, l’indolente sopore di strade vuote e di silenzi sotto un grigiore uniforme. Anziani nella piazza in piedi sulla soglia dei bar, un giovane affannato che entra nella chiesa abbracciando una tastiera che forse suonerà, Natalino che a vederlo far benzina al distributore automatico si sente un sorriso misto a pianto venire da dentro. Brindisi e si riparte da qui.

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Domenica anche per gli orari dei treni sfoltiti dal giorno festivo…la lunga attesa se ne va cancellata dal fischio e dal rumore di piccole ruote di trolley e se ne va il tempo che ha atteso incontro al tempo del viaggio, si confonde tra prima e dopo e mantiene insieme le idee curiose alle cose che passano, al sole che è tornato dal sonno, ai tappeti di giallo e di arancio fiore dove sono le radici di file e file di ulivi, all’orizzonte che tornato blu gioca a sfumare nell’acqua del mare.
Ed è sempre la stessa domenica.

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La stessa domenica per le case di Gioia per i portoni dipinti per i vicoli di panni stesi per i ragazzi che giocano a pallone in una delle piazze…quel pallone che rimbalza sulle pietre mentre sono seduto a rivedere appunti fotografie e filmati…è un rumore che risuona secco, un lampo d’infanzia che porta con sé interi pomeriggi di sole e ingenue incoscienze…e le voci dei ragazzi…mancano solo le grida calde delle rondini.

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Cristiano è in viaggio, lui in movimento ed io a camminare per le vie del paese. I nostri viaggi si aspettano.
Lo vedo sul maggiolone azzurro che torna da Praga e intanto ripenso ai suoi vini assaggiati a dicembre. Domani vedremo domani forse parleremo e Gioia del Colle vivrà di un senso diverso.

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C’è una luna che sembra uscire da una galassia appena creata. Necessità o volontà dell’essere?
Credo nella trasfigurazione del reale, nella bellezza di trovare nuove forme nell’abitudine. Dovrei avere con me i primi cortometraggi di Polanski…due uomini e un armadio e soprattutto quando cadono gli angeli…quel cielo quella luce di traverso…

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Poi c’è quest’uomo che chiede che ora sono? e lo chiede più volte anche dopo aver ottenuto la risposta che ora sono? Si muove inquieto tra i tavoli in cerca di una certezza che non troverà mai. Necessità o volontà? Anche la follia rientra nel gioco della trasfigurazione.

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