6 marzo – un primo ritorno

Era una strada d’asfalto e pezzi di pietra. Camminavo e non pioveva più, la pioggia era rimasta nella luce dei lampioni sulla pelle dura del suolo, luccicava e risplendeva al passaggio dei fanali accesi in una sera d’inverno.

Iniziavo allora a staccarmi dalle cose, a lasciarle cadere lungo la via con la viva impressione che non le avrei più riviste senza tuttavia dimenticarle.
Ancora pochi giorni e sarei partito.
Cercavo di salutare anche parti di me, azioni e abitudini che non avrebbero potuto accompagnarmi nel viaggio…quello che conta davvero sarebbe rimasto comunque con me. Occhi, testa, mani, piedi e cuore e quel modo di tenerli assieme che avevo imparato negli anni toccando la vita, scendendomi dentro.

Portavo con me interi mondi fatti di paesi, di storie, di genti, di movimenti colorati e temperature progressive, di sentieri camminati, di animali più o meno addomesticati, di immagini fissate in un punto per sempre…portavo tutto e tutto ci sarebbe stato posato com’era sulla mia leggerezza.

Pensavo di non tornare indietro fino alla fine…di continuare e trovare nella continuità delle cose la forza e l’energia per conoscere e raccontare.
Mi affascinava l’idea di non avere soste, di attraversare questo nostro paese tutto d’un fiato….ed oggi sento che la cosa sarebbe stata possibile.

Se faccio ritorno lo faccio per riprendere slancio, per rinfrescare la mente e sentire parlare di altro, per le ansie materne che necessitano di trovare un poco di pace, per prendermi cura e conoscere ancora la vita sbocciata di un fiore invernale.

E poi ripartire con lo zaino più pieno di cose e di genti, di voci e di mani che lavorano tra la terra e il cielo.

Solo il pensiero di quel pezzo d’asfalto, di quelle piccole pietre, della pioggia illuminata da luci di macchine mi fa sentire lontano…spogliato di abitudini che mi tenevano compagnia e che mi facevano andare avanti giorno per giorno…spogliato di sicurezze, con il corpo più nudo il pensiero più ingenuo con cuore mani occhi piedi e tutto che più appartiene ad un senso più mio.

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