7 Marzo – flash back, Ezio Cerruti

Tino se ne sta rannicchiato nella cesta tra i trucioli e i pezzi di legna accanto alla stufa. Guarda attraverso le fessure delle pieghe di vimini le cose che si muovono e fanno rumore. Tiene rintanati i pensieri e tu negli occhi ne puoi anche scorgere la natura senza, tuttavia, mai poterla toccare veramente. Ma c’è più dialogo con un gatto che con tante persone, ci si capisce con un gesto o uno sguardo e se si vive da soli la solitudine aiuta a rendere i silenzi, felici complicità.

tino3E’ una fredda grigia domenica d’inverno. La terra a calpestarla è dura e le mie mani dopo pochi minuti iniziano a soffrire nelle punte. Ezio ha portato le forbici per potare il suo Moscato. A guardarsi intorno le colline sembrano essere fatte di viti. sono distese che scendono e salgono più o meno dolcemente e danno un senso di pienezza.

vigneSulle sommità le sagome di case e campanili dove un tempo forse sono passati anche Anguilla e Nuto  o Berto e Talino, o i piedi, usi alle campagne, di Cesare. E’ il fascino della Storia che è passata per una terra, la guerra e i morti ancora sepolti. L’entusiasmo di respirarne l’aria e di farne parte, di rievocare le vicende dei drammi pavesiani. La forma mitica che cede alla vigna facendone un simbolo congiunto tra l’uomo giovane e l’uomo adulto. Uno spazio di eterno ritorno dove girano le stagioni del tempo insieme alla vita di uomini e donne, uno spazio per capire e per capirsi forse un giorno prima della morte.

Ezio inizia a potare e gli guardo l’alito uscire come fumo dalla bocca. I suoi movimenti veloci e la sua attenzione lo fanno partecipe di quello che ha attorno. C’è un silenzio disteso, qualche uccello nel cielo, uno strato di umido che avanza in forma di soffice nebbia e lui tra i filari della vite.

potatura3Torniamo verso casa per riscaldarci con un bicchiere. E parliamo di cinema e di musica.

dettoLui dice che il grigio è un colore che va bene con tutto. Grigie le pareti ed il soffitto, grigio il maglione. E non è un senso di “grigiore” quello che si prova ma una neutralità che permette alle cose appese o sistemate in casa di trovare uno slancio e farsi sentire dall’uomo o dalla donna che entra.

ezio

Dopo il bicchiere il cielo si apre e le cose al di sotto prendono colore.

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viteTino è il diminutivo di Stortino. Ezio lo trovò per strada o fu forse il contrario. Tino era malconcio, qualcosa lo aveva investito. A guardarlo muoversi in casa quando la porta si apre sembra un cane che faccia da guardia come se in gratitudine a chi l’ha salvato prestasse i suoi sensi felini. Gli opposti si attraggono ma i simili si cercano mi dice poi.

tinoSol è il nome del vino passito di uve Moscato. E’ un nome che si fa complesso tra una nota, una solitudine e una stella. Una libertà di scelta e una possibilità di significato.

forbici e solC’è una cosa che esce gentile oltre alla gentilezza dei modi, tra le pieghe di un viso serio e le parole che spiegano e sognano ancora si apre improvviso un largo sorriso di vita che è occhi e bocca in un sol respiro.

Torneremo a Castiglione Tinella, torneremo a vedere il taglio del grappolo in pianta e racconteremo la storia del sol e del fol e del rifol…di Tino e di Ezio…per ora qualche immagine e qualche parola che faccia da introduzione alla terra all’uomo all’animale.

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